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TOYOTA YARIS HYBRID

Sembra ieri, eppure non era ancora iniziato il ventunesimo secolo quando ha debuttato in Italia la prima generazione della Toyota Yaris. Ora siamo alla quarta: è tutta nuova, a partire dalla piattaforma e dall’unità ibrida con batteria agli ioni di litio.

Ancora sotto i quattro metri. 

La nuova Yaris è la compatta di sempre, non si è ingrandita come la concorrenza. Era ed è rimasta sotto i quattro metri, ma ora è più larga di cinque centimetri e più bassa di quattro. Lo spazio per la testa, però, è invariato, perché i sedili sono stati posizionati più in basso e sono anche stati spostati indietro di sei centimetri per centrare le masse. Non solo. Il baricentro è più vicino al suolo di un centimetro e mezzo e la scocca è stata irrigidita per ridurre le vibrazioni e migliorare il confort.

 

Iniezione di dinamismo.

Osservando la Yaris, le differenze che emergono sono tante. Le linee ora sono più morbide e arrotondate, ci sono meno spigoli e più muscoli, in primis sui passaruota. Per non parlare del frontale, con la grossa calandra spalancata verso l’asfalto e un nuovo sguardo accigliato sottolineato da fari full Led. Ora la Yaris ha più carattere e può piacere anche ai giovani che cercano una vettura dall’attitudine sportiveggiante. Niente male anche il colpo d’occhio al posteriore con quella fascia in nero lucido che unisce i fanali ma che, a voler fare i pignoli, ricorda un po’ alcuni modelli della concorrenza.

 

 

Tutto al suo posto.

Nell’abitacolo, invece, c’è la razionalità delle Toyota di sempre. Toni scuri, plancia pulita, tutto molto ordinato. Pochi tasti fisici, solo quelli del climatizzatore bizona e sulla cornice dello schermo da 8 pollici a centro plancia, per facilitare l’ingresso nei vari menù. Pratici i vani aperti appena sotto le bocchette dell’aria condizionata, grazie ai quali è possibile riporre gli oggetti d’uso quotidiano senza che vaghino in giro per l’abitacolo alla prima curva. I materiali sono rigidi, va detto, ma sulle portiere c’è anche del tessuto che rende tutto un po’ più stiloso. La plancia è ben assemblata, sembra fatta per durare nel tempo più che per conquistare al tatto. Dal posto di guida, facile da regolare in base alle diverse stature, si tiene sott’occhio una strumentazione digitale a cannocchiale, come la definisce Toyota, completa e facile da leggere. Piccolo e ben profilato il volante, regala una bella presa ma ha tanti tasti sulle razze, bisogna imparare a conoscerli, sulle prime distraggono un po’.

 

 

 

 

La sicurezza prima di tutto. 

La quarta serie della Yaris porta in dote due chicche tra gli optional: l’head-up display da ben 10 pollici (ancora raro su questa categoria di auto, figuriamoci di questa grandezza) e l’airbag fra le poltrone anteriori, indispensabile per evitare l’urto tra le teste di chi siede davanti in caso di impatto laterale. E, a proposito di sicurezza, bisogna riconoscerle una dotazione molto ricca fin dal primo allestimento: di serie sono previste la frenata automatica d’emergenza con rilevamento dei pedoni e dei ciclisti, il mantenimento della traiettoria e il cruise control adattativo con fermata e ripartenza automatica; tradotto, la guida assistita di livello 2. C’è anche l’assistenza alle manovre di emergenza che agisce sulla rotazione del volante e quella alle intersezioni laterali e, ciliegina sulla torta, non mancano i fari Led di serie già dal secondo allestimento Trend.

 

 

 

 

Ora è a tre cilindri.

Nel cofano della nuova Yaris Hybrid, il precedente quattro cilindri ha lasciato spazio a un tre, sempre di 1.5 litri a ciclo Atkinson ma da 91 CV, 17 in più di prima. Anche il motore elettrico ha guadagnato un po’ di verve (ora siamo a 79 cavalli), mentre la potenza di sistema segna 116 CV contro i 110 della precedente generazione. Ma la vera novità è la batteria agli ioni di litio, dalla capacità di circa 1 kWh, più leggera di 12 kg ma soprattutto più efficiente nel fornire la spinta rispetto a quella precedente al nichel metallo-idruro. La differenza si avverte, la ripresa è pronta anche senza risvegliare il motore a benzina. Al semaforo c’è più brio. Ma anche quando il termico entra in gioco, lo fa in punta di piedi: il tono è pacato e non si avvertono fastidiose vibrazioni.

 

Tra le curve diverte.

C’è una faccia della nuova Yaris Hybrid che emerge quando la strada si fa tutta curve. Il volante, più piccolo e verticale, trasmette con precisone quello che accade sotto le ruote. Il muso si inserisce svelto in curva, l’appoggio è sincero, c’è poco rollio. Si percepisce la maggiore rigidità della scocca, l’assetto è meno duro e ciò si traduce in un maggior confort sulle asperità. La Yaris non è una sportiva, ovviamente, ma ora, anche grazie al baricentro basso, è più gustosa da guidare. Se poi si chiede tutto, il tre cilindri risponde con uno 0-100 km/h in 10 secondi e mezzo: ben due secondi in meno di prima. Certo, la trasmissione automatica eCvt non è cambiata: nelle accelerazioni decise il motore ha un regime elevato, non proporzionale all’aumento della velocità, e il sound non entusiasma; però, ora, questa caratteristica è meno evidente ed emerge più che altro nella guida aggressiva o in salita.

 

 

 

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